Sono raccolte su questa pagina le opere di Giuseppe Mezzadri, appassionato ricercatore di ciò che riguarda il dialetto, le tradizioni popolari, i proverbi, i modi di dire, le storie e tutto ciò che riguarda Parma e la parmigianità.
Le opere sono stare rese disponibili gratuitamente sul Portale Parma e la sua Storia e sulla Biblioteca Digitale EmiLib per volere dell'autore.
Di seguito riportiamo le parole di Giuseppe Mezzadri per illustrare il progetto di pubblicazione.
MOTIVAZIONI
L’11 novembre 2025 ho compiuto 86 anni. Anni ce sono ancora, ma come dicevano i vecchi, “zlongärla sì mo scapärla no”, ritengo che i tempi per me siano maturi per fare bilanci e riflessioni. Una di queste riflessioni riguarda i miei libri. Dal 1960 ad oggi ne ho scritto otto su vari argomenti. Ho avuto buoni riscontri e ho avuto le mie soddisfazioni. Sappiamo tutti però che col tempo i libri in cartaceo, se va bene, sono in libreria o in scaffali ordinati. Non di rado vanno in solaio o in cantina e altri ancora, spero pochi, si trovano nei mercatini. Siccome ritengo che nei miei libri ci sia anche del “buono” sono molto grato alla Biblioteca Civica del Comune di Parma per la preziosa occasione che mi offre di dare loro una seconda vita inserendoli sui Portali delle Biblioteche del Comune di Parma e sulla Biblioteca digitale EMILIB.
TEMI TRATTATI
In questi libri racconto storie, aneddoti di personaggi noti e meno noti nonché tradizioni, proverbi e modi di dire. Inserisco spesso e volentieri frasi e battute in dialetto, la nostra magnifica seconda lingua, evitando di dare in qualche modo l’impressione che serva soltanto per fare ridere ma anzi, il contrario.
Il critico letterario Giuseppe Marchetti, in occasione di una presentazione, ha scritto: “Mezzadri, ridendo e scherzando, ci aiuta a riflettere”. Anche troppo buono.
I LIBRI
1980 “Apén’na da biasär” . È il mio primo libro in cui descrivo la Parma del dopoguerra soprattutto tramite ricerche svolte in vari luoghi, osterie oltretorrentine per lo più, con i suoi personaggi la maggior parte dei quali ho conosciuto personalmente: Bruno il Sordo, Bruno Lanfranchi, Gino Picelli, Dario Paterlini, Giasbo e tanti altri. E’ stato il primo e la grafia del dialetto non è del tutto corretta. L’ho migliorata nel tempo lavorando alla stesura del Lunario Parmigiano di Parma Nostra.
1994 “Riz e Vérzi” . È basato sui ricordi di quanto sentivo in famiglia da ragazzo, dagli zii in campagna a Porporano e su quanto ho ascoltato dalle persone che, via via, ho incontrato nella vita di tutti i giorni sul lavoro, in Barilla in particolare, e non soltanto. Persone che mi hanno offerto anche la loro amicizia; Ettore Guatelli, Alberto Michelotti, Fausto Bertozzi, Bruno Dodi, Lelio Magnani…
2007 “Pärma e Brazil”. Sono storie sia di Parma che del Brasile frutto della mia permenenza di tre mesi presso la missione saveriana di Cantagalo, nel Paranà (Brasile), dove mio fratello p. Giovanni Mezzadri s.x. era parroco. In quel periodo ho conosciuto missionari molto bravi che mi hanno raccontato episodi della loro vita di missione sempre interessanti ma anche divertenti, il che non guasta. Per Parma i racconti di vari personaggi tra i quali quelli del benedettino don Martino Marinosci braccio destro di padre Paolino Beltrame Quattrocchi sia nella Resistenza che per le Colonie climatiche…
2011 “120 anni di presenza Salesiana a Parma”. E’ la storia del San Benedetto di Parma dalle origini. Io ho curato la storia dell’Oratorio e della Parrocchia mentre lo storico Valentino Sani, ex-allievo dell’Istituto, ha scritto la parte che riguarda l’Istituto. L’oratorio, che è ancora importante, prima e dopo la seconda Guerra mondiale era il punto di aggregazione dei ragazzi, a centinaia, della Parma “lato Duomo” mentre gli Stimmatini lo erano dell’Oltretorrente. Contiene anche un prezioso contributo del giornalista Pino Agnentti relativo ad Haiti e suoi problemi.
2014 “La nostra Parma”. E’ una raccolta di storie e aneddoti riguardanti personaggi noti e meno noti nonché proverbi e modi e tradizioni come, ad esempio, la preziosa eredità della religiosità popolare con le sue belle preghiere in dialetto che rivaleggiano con le migliori in italiano.
Sono testi che, come abitudine, scrivo per divertirmi, divertire e dare spunti di riflessione.
2016 “35 ANNI - il meglio del Lunario Parmigiano”. Come recita il titolo si tratta di una ricca raccolta di pezzi scelti tra i tanti contributi dei vari collaboratori del Lunario che dal 1982 si sono succeduti negli anni.
2019 “Una vita in Missione”. Scritto a due mani con mio fratello p.Giovanni Mezzadri s.x. missionario saveriano in Brasile dal 1972. È un libro un po’ “cesiolante” ma non agiografico. Mio fratello, in varie occasioni, si è imbattuto in accadimenti straordinari che ho descritto e inseriti dopo di avere chiesto e ottenuto il giudizio positivo del Censore dell Diocesi don James Schianchi.
2025 “Tributo a Fausto Bertozzi” Il testo spazia a 360 gradi sulla sua vita; il poeta, il lavoro, il Lunario Parmigiano e la famiglia. Bertozzi amava scrivere in dialetto perché, diceva; “…vorrei rendere omaggio ad una lingua che muore trascinando con se tutto un mondo e un patrimonio di vita e di umanità”