Il periodo tra l’inizio del secolo scorso e la Grande Guerra fu per Parma di grande trasformazione e sviluppo economico, sociale, urbanistico e culturale.
Non furono solo gli anni in cui piccole imprese divennero realtà industriali, pensiamo solo per fare qualche esempio a Barilla, Bormioli, Eridania, in cui si rafforzò la vocazione del nostro territorio nel campo dell’eccellenza dell’agroalimentare, furono anche gli anni in cui proliferarono le iniziative editoriali, le arti visive ebbero un nuovo impulso, la cultura in genere una diffusione capillare, grandi architetti lasciarono la loro impronta in città che conobbe anche un importante sviluppo infrastrutturale.
Ma furono anni di grandi passioni politiche e di partecipazione alla vita pubblica, a partire dal dibattito tra interventisti e non nel primo conflitto mondiale, e di amministrazioni liberali e socialiste capaci di attuare programmi riformisti e di sviluppo della città.
Poi venne la Guerra che impose il suo pesante tributo di migliaia di caduti, feriti, invalidi alla nostra comunità.
L’ingresso di Parma nel mondo nuovo, cioè la moderna società industriale di massa è raccontato da questa mostra dell’Istituzione Biblioteche. Utile, come quella che l'hanno preceduta, per comprendere come la nostra città ha vissuto i grandi periodi di trasformazione che hanno cambiato volto al mondo.
La storia del nostro Paese, sicuramente meno lineare di quella di molti altri, è storia di cambiamenti lenti e improvvise accelerazioni, di occasioni colte e appuntamenti mancati, di grandi tensioni ideali e piccoli compromessi.
Il lavoro di documentazione e di trasmissione della memoria storica della nostra città compiuto quotidianamente dall’Istituzione Biblioteche è importante per leggere le dinamiche sociali, economiche e culturali che ci hanno portato a essere oggi ciò che siamo. Condizione necessaria per pensare un modo tutto nostro, rispettoso cioè della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni, di stare nel tumulto della globalizzazione.
Il Sindaco di Parma
Pietro Vignali