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Dizionario biografico: Quadrello-Quirico

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QUADRELLO-QUIRICO

QUADRELLO, vedi PETROLINI ITALO

Parma 1801
Cembalista, nel 1801 fece parte dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano.
FONTI E BIBL.: G.N.Vetro, Dizionario.Addenda, 1999.


Borgo San Donnino 1831
Durante i moti del 1831 fu tra i promotori della rivolta a Borgo San Donnino e della riunione di quel consesso civico. Fu in seguito sottoposto a sorveglianza.
FONTI E BIBL.: O. Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937, 199.

QUAGLIA GIAN GENESIO, vedi QUAGLIA GIOVANNI GENESIO

Parma metà del XIV secolo - Parma 1392/1397
Figlio di Guido, che fu frate del Terz’Ordine di S. Francesco. Teologo e scrittore francescano, studiò in Inghilterra e a Colonia frequentò Luca Mercatore. Lo si trova dottore e maestro di teologia nell’Università di Bologna nel 1373 e insegnante di sacra scrittura a Pisa verso il 1380. Dopo il 1391 il Quaglia fece rientro a Parma, dove ricoprì la carica di Superiore dei Francescani. Henri Willot lo dice vir ob singularem doctrinam toto orbe celebris. Il Quaglia fu inoltre lodato dal vescovo di Parma Delfino Della Pergola quando l’8 novembre 1430 i ministri dell’ospedale delle quattro Arti di Parma elessero rettore dell’ospedale Luca di Guido delle Quaglie e lo presentarono al vescovo. Il Della Pergola non delegò, come era solito, il Vicario, ma intervenne di persona alla solennità e non solo convalidò l’elezione, ma volle fosse registrato nell’atto che egli faceva ciò per i meriti dell’eletto e anche per onorare in Luca la memoria del  Quaglia, suo fratello: Placuit Reverentie sue d. Delphino de la Pergula dictum Lucam, ut supram electum, confirmare et instituere in Rectorem dicti Hospitalis quatuor Misteriorum sive Artium, tam propter bona opera ipsius Luce, quam ob virtutes et preclaras laudes reverendi quondam Fr. Ioannis de Coaliis Ordinis Minorum olim fratris ipsius Luce, qui tempore vite sue fuit s. theologie magister, et qui doctrina, scientia et fama in universo orbe resplendidit. Dei suoi scritti autentici si conoscono: Rosarium (inedito; titoli dei capitoli in Etudes franciscaines 11 1904, p. 566 sgg.), ampia raccolta di sentenze filosofiche e poetiche, divisa in quattro parti, trattanti rispettivamente delle condizioni generali dell’uomo, dei vizi, delle virtù e della beatitudine, De civitate Christi (Reggio Emilia, 1501), dedicato a Benedetto Gambacorta, figlio di Pietro, signore di Pisa, Expositio in Pater noster (inedito), Hexaemeron (inedito), scoperto da Fedele da Fanna in due codici di Gratz e Würzburg, Proverbia (ed. E.Natucci, in Miscellanea franciscana, 3 1888, 131-139), caratteristica raccolta di cento proverbi in versi latini e italiani, dedicati ad Andrea Gambacorta, il cui acrostico rivela l’autore e il destinatario.
FONTI E BIBL.: I. Affò, Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, II, 1789, 97-103; R. Pico, Appendice, 1642, 69; Sbaralea, II, 79 sgg.; Beato Buralli 1889, 53-55; B. Pergamo, I Francescani alla Facoltà teologica di Bologna (1364-1500), in Arch. Franc. hist. 27, 1934, 15-20 (bibliografia ed elenco dei codici); A. Teetaert, Giovanni Genesio Quaglia, in DThC, XIII, coll. 1431-1436; R. Fantini, Maestri a Bologna, in aurea Parma 1931, 233; G.  Melani, in enciclopedia Cattolica, X, 1953, 364-365.

QUAGLIA GIOVANNI PAOLO vedi QUAGLIA GIOVANNI GENESIO

Parma 1896-1967
Iniziò sin da ragazzo il mestiere di cuoco, e in cinquant’anni di attività diventò uno dei migliori della provincia. I suoi piatti tipicamente parmigiani lo fecero richiedere come chef negli alberghi di lusso in località balneari e montane. Con i figli Bruno, Rino, giovanni, Anna, Luisa, Carla e Bianca, aprì a guastalla l’Albergo Stella, passando poi al Centrale di Sant’Andrea Bagni. Nel 1959 prese in gestione l’albergo Italia a Fornovo, portandolo alla notorietà coll’indegna da Egisto.
FONTI E BIBL.: F. e T. Marcheselli, Dizionario Parmigiani, 1997, 256.


Parma 1606/1613
Soprano castrato, fu aiutante della musica: compare la prima volta alla Steccata di Parma il 6 ottobre 1606. lo si trova ancora tra i salariati il 21 giugno 1613.
FONTI E BIBL.: N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 82.


Collecchio 1845-Collecchio 12 febbraio 1927
Garibaldino e fervente patriota, combatté in varie azioni con il generale nizzardo. Il suo acceso spirito patriottico lo portò spesso a pronunciare discorsi, nelle osterie e sulle piazze di Collecchio, inneggianti alla patria e a Giuseppe Garibaldi. Quando, intorno al 1870, la chiesa di Collecchio fu restaurata, il Quarantelli applicò alla cupola della vecchia torre capanaria le lamiere di zinco.
FONTI E BIBL.: U. Delsante, Dizionario Collecchiesi, in Gazzetta di Parma 7 marzo 1960, 3.


Monchio 1831/1839
Medico. Nel 1831 ebbe un premio per le vaccinazioni effettuate a Corniglio. Nel 1835 offrì un letto per i colerosi e nello stesso anno fu membro della Commissione di Sanità e Soccorso di Monchio. Dal 1833, per due anni, fu ispettore delle scuole di Monchio e nel 1839 podestà di Corniglio.
FONTI E BIBL.: U.A.Pini, Medici valli cavalieri, 1983, 53.

Rigoso 28 dicembre 1879-Parma 13 novembre 1926
Entrò giovanissimo in seminario a Parma, dove si distinse per ingegno e dedizione allo studio e alle pratiche religiose. Fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1904 da monsignor Francesco Magani, che gli affidò subito la direzione del seminario di Berceto, che resse fino al 1912. Apportò riparazioni al Seminario e vi istituì la classe preparatoria per accogliere più numerosi i giovani della montagna. Il quaretti si laureò brillantemente in teologia nell’Almo collegio teologico di Parma, di cui poi fu anche membro. Il 18 dicembre 1912 il Magani gli assegnò le cattedre di filosofia e teologia fondamentale nel seminario di Parma. Fu poi nominato canonico della cattedrale di Parma. Per la sua efficacia oratoria, fu ricercato predicatore in Parma e provincia. Come membro della società diocesana dei Missionari del Sacro Cuore, predicò numerose missioni, specialmente in preparazione alle visite pastorali, e ricoprì numerose cariche ecclesiastiche come esaminatore prosinodale, definitore per i casi di liturgia, censore per la stampa e membro del consiglio di vigilanza sul modernismo. Fu attivissimo assistente ecclesiastico nei vari settori di Azione Cattolica. Dal 1914 fu coadiutore dell’assistente ecclesiastico della congregazione delle Piccole figlie di Gesù e Maria e dal 1923 assistente, prodigandosi nella diffusione delle opere dell’ente religioso, oltre che nel Parmense, nel Reggiano e nel Modenese. Il Quaretti curò la ricostruzione della chiesa di Rigoso, che era stata gravemente lesionata dal terremoto. Fu sepolto nel cimitero di Rigoso.
FONTI E BIBL.: I. Dall’Aglio, Seminari di Parma, 1958, 197; Gazzetta di Parma 4 settembre 1991, 16; Gazzetta di Parma 6 ottobre 1991, 21.

Rigoso 1912-Venezia 1983
Dopo molti anni trascorsi a Parma, dove studiò nelle scuole private delle Orsoline, la Quaretti si trasferì a Venezia ove visse poi sempre. Collaborò a importanti giornali, come La Stampa e Il Gazzettino.Tra le sue opere di narrativa, si ricordano il suo volume d’esordio, Il faggio (1946, Neri Pozza), e L’estate di Anna (1955, Vallecchi), nel quale la Quaretti confermò la sua propensione per ambienti, casi e personaggi fuori dell’ordinario e la sua capacità di analisi di un mondo femminilmente sensibile alle angosce segrete, ritessute sul filo della memoria (F. Virdia), narrando con finezza d’introspezione psicologica congiunta a umana simpatia la drammatica parabola di una nevropatia progressiva. La Quaretti scrisse inoltre La voce del fiume (1947) e La donna sbagliata (1950), entrambi pubblicati presso Neri Pozza. Della Quaretti é anche il volume, postumo, Il viaggio e altri racconti (Storie di Rigoso), che il marito, Neri Pozza, stampò in suo ricordo.
FONTI E BIBL.: F.Virdia, in La Fiera letteraria 17 aprile 1955; E.Montale, in Corriere della sera 27 aprile 1955; U. Fasolo in Giornale del mattino 13 giugno 1955; E.Falqui, in Fiera letteraria 25 agosto 1946, e in Milano-sera 25-26 febbraio 1947; S. Romagnoli, in Università 1 luglio 1946; M. Prisco, in La voce 13 marzo 1948; E. Cecchi, in Europeo luglio 1948; C. Varese, in Letteratura contemporanea. Arte II luglio-agosto 1951; G. Tibalducci, in Leggere maggio 1955; L. Russo, in I narratori, Milano, 1958; Dizionario enciclopedico della letteratura italiana, 4, 1967, 483; Dizionario letteratura italiana contemporanea, 1973, 631; Aurea Parma 1 1983, 69.


Monchio 14 agosto 1901-Saragozza 24 marzo 1938
Nato da Cleto e Dionisia Montali. Geometra, reduce dalla guerra per la conquista dell’impero, fu volontario in Spagna. Capo manipolo aiutante maggiore del 724° Battaglione (80a Legione Duca Alessandro Farnese), il 17 marzo 1938 fu gravemente colpito al ventre nei pressi di Castalseras mentre il suo battaglione attaccava il paese tenuto dalla divisione Lister. Morì nell’ospedale Chiurco di Saragozza una settimana dopo. Il Quaretti venne decorato di due croci di guerra al valore militare colle seguenti motivazioni: Comandante di compagnia fucilieri, sotto violento fuoco nemico, trascinava i propri uomini alla conquista di una forte posizione che manteneva poi nonostante la forte reazione nemica (Sierra de Los Cabras, 5-6-7 febbraio 1937); Quale aiutante maggiore di bandera si é prodigato instancabilmente, incurante di ogni pericolo. Prezioso e intelligente collaboratore, ha saputo, con l’incitamento e con l’esempio, trascinare più volte e successivamente all’attacco di diversi trinceramenti, reparti rimasti privi di ufficiali, raggiungendo lo scopo, nonostante il violento fuoco nemico. Bell’esempio di virtù militari ed attaccamento al dovere (Battaglia di Santander, 14-26 agosto 1937). Alla sua eroica memoria venne concessa la medaglia d’argento al valor militare, con la seguente motivazione: Fascista della vigilia, volontario di due guerre sempre primo dove maggiore era il pericolo. Animatore trascinatore dei suoi uomini durante un violento contrattacco nemico, mentre sprezzante di ogni pericolo si prodigava nell’incitare i reparti alla resistenza cadeva gravemente colpito da pallottola esplosiva. Rifiutava qualsiasi aiuto per evitare di distogliere uomini dalla linea minacciata. Incurante del dolore, alla testa di un manipolo di prodi, a bombe a mano, metteva in fuga il nemico; cadeva a terra esausto e solo in seguito ad ordine di un suo superiore consentiva di farsi trasportare al posto di medicazione, incitando i presenti a resistere ad ogni costo. Dopo otto giorni di sofferenze, sopportate con virile rassegnazione, sentendosi prossimo alla fine, chiamava presso il suo letto i sanitari ed il proprio fratello, pure legionario, e, dopo aver ringraziato per le cure di cui era stato oggetto incitava i presenti a seguire il suo esempio dicendo: Osservate con quanta serenità si muore quando si dà la vita per un grande ideale e si ha la coscienza di avere seguito fedelmente i comandamenti del Duce. Spirava coi nomi dell’Italia e del Duce sulle labbra. Fulgidissimo esempio di alta fede fascista, virtù militari e di profondo attaccamento alla Patria (Castelseras, Fronte di Aragona, 16-17 marzo 1938).
FONTI E BIBL.: G. Sitti, Legionari in Spagna, 1940, 79-81.


Parma seconda metà del XVII secolo
Sulla fine del XVII secolo insegnò all’università La Sapienza di Roma. Scrisse l’opera Architettura militare (ms in Napoli).
FONTI E BIBL.: D’Ayala; L.A. Maggiorotti, Dizionario architetti e ingegneri, 1934, 296.

Parma 1731/1759
Fu cantore alla Cattedrale di Parma dal 25 dicembre 1731 al 14 giugno 1759.
FONTI E BIBL.: N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936.

Parma prima metà del XVIII secolo
Sacerdote e calligrafo, attivo nella prima metà del XVIII secolo.
FONTI E BIBL.: E. Scarabelli Zunti, Documenti e Memorie di Belle Arti parmigiane, VII, 165.


Parma-1709
Fu pittore copista di buon valore.
FONTI E BIBL.: P. Zani, Enciclopedia metodica di belle arti, 1823, 352.

Colorno-Parma 17 gennaio 1802
Fu direttore dei divertimenti teatrali di S.A.R. e per anni (almeno dal 1749) il factotum della musica e della danza a Parma, con il compito di redigere anche i contratti con i cantanti e i ballerini.Nel novembre 1768 fu istituita, sulla base di un suo progetto, la Scuola di musica per cantanti.Nel 1769 ebbe degli incarichi in occasione delle nozze di Ferdinando di Borbone: Ebbi inoltre il peso dell’Opera, quello della illuminazione del Giardino, una operetta buffa nel piccolo Teatro, qualche incarico sopra la macchina dei fuochi artificiali.Francesco Fortunati, in una lettera a padre Martini del 1769, dice che il Quazza era intento all’allestimento degli spettacoli per le nozze ducali e lo qualifica Direttore de’ Reali Spettacoli.Occupò il posto di ispettore al Teatro Regio fino al 1801.
FONTI E BIBL.: Enciclopedia di Parma, 1998, 560.

Parma-post 1701
Negli anni attorno al 1701 costruì un organo di cinque registri per la chiesa di Santo Stefano a Colorno. Per pagamento ricevette l’organo vecchio e 1500 lire.
Fonti e Bibl.: G.N.Vetro, Dizionario, 1998.

Parma 1755/1759
Fu cantore alla Cattedrale di Parma dal 29 maggio al 14 giugno 1759.
FONTI E BIBL.: N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936.


Langhirano 1903-Parma 9 marzo 1968
Svolse nel periodo prebellico l’attività di decoratore e restauratore di affreschi e dipinti in moltissime chiese delle montagne del parmense. Quindi, a guerra conclusa, si trasferì a Parma e si deddicò con grande passione all’antiquariato. Assieme a un nipote impiantò un negozio in via XXII Luglio, quindi si trasferì in borgo della Posta aprendo una bottega che poi cedette a un altro nipote. Nel corso della sua attività il Quintavalla si dedicò soprattutto all’arte locale, raccogliendo i pezzi che più erano legati alle tradizioni e agli stili della provincia parmense.
FONTI E BIBL.: Gazzetta di Parma 10 marzo 1968, 7.

QUINTAVALLA UGO, vedi QUINTAVALLE UGO


Napoli 1 gennaio 1894-Modena 1967
Venne chiamato a Parma per ricoprire la carica di Soprintendente alle Gallerie e opere d’arte medioevali e moderne per le province di Parma e Piacenza dal 1933 al 1959, anno in cui andò in pensione per raggiunti limiti di età. Studioso del romanico campano, continuò i suoi studi sugli importanti esemplari dei templi parmensi, dai Capitelli e sculture di Santa Croce, alla Mater Matuta del Museo d’antichità, alle Sculture della Chiesa di Fornovo, per concludere l’interessante ciclo con il volume critico su Benedetto Antelami. Successivamente il Quintavalle rivolse le sue indagini al rinascimento locale, in primo luogo al Correggio, magnificamente puntualizzato con la Mostra del 1934. L’importante rassegna di opere correggesche sollevò una revisione di problemi, quali gli inizi dell’attività del Correggio e la riproposta della personalità artistica dei suoi diretti allievi: Francesco Maria Rondani, Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Parmigianino, cui il Quintavalle dedicò una fondamentale monografia (1948), e Jacopo Bertoja. Studi che furono contemporanei alla vasta opera di riordino della Galleria,  basata su un criterio soprattutto qualitativo e magistralmente illustrata dal Catalogo uscito nel 1939. Anche il periodo bellico 1940-1945, durante il quale ogni attività parve arrestarsi gli offrì occasione per acquisire nuove benemerenze. Con la tempestività richiesta dal momento, mise in salvo circa novemila opere, che costituivano il patrimonio più prezioso della Galleria d’arte di Parma, delle chiese e di collezioni private, nel castello di Torrechiara, dove organizzò anche un laboratorio di restauro. Se il prezioso materiale artistico non venne trasferito in germania, subendo la sorte di quello di altre città, lo si dovette alla diplomatica e tenace difesa del Quintavalle. Quindi collaborò alla ricostruzione a tempo di record, dopo il bombardamento del maggio 1944, della Pilotta di Parma, ove nel 1948 ebbe luogo la Mostra dei Dipinti noti ed ignoti dal secolo XIV al XVIII.
FONTI E BIBL.: A.M. Brizio, Un dipinto ignorato di Andrea Sabatini a Parma, in L’Arte 1934, 510; A.M. Brizio, Un affresco di Pietro Cavallini a Capua, in L’Arte, 1934, 417; S. Lodovici, Critici d’arte, 1942, 295; Aurea Parma 1/2 1968, 100.

QUINTAVALLE AUGUSTA, vedi GHIDIGLIA AUGUSTA

QUINTAVALLE OTTAVIANO ARMANDO, vedi QUINTAVALLE ARMANDO OTTAVIANO

Colorno 1905-Zuidersee 1933
Sergente motorista, partecipò alla Crociera del Decennale di Balbo. Morì nelle acque dello Zuidersee, nelle vicinanze di Amsterdam, all’arrivo della prima tappa, per incidente di volo: l’idroplano capottò nella manovra di amaraggio. Fu decorato di medaglia d’oro al valore aeronautico.
FONTI E BIBL.: E. Grossi, Eroi e pionieri dell’ala, 1934, 214; B. Molossi, Dizionario biografico, 1957, 125.


Parma-Parma 23 gennaio 1748
Nell’anno 1728 fu eletto abate della chiesa di San Sepolcro in Parma. Fu poi rieletto alla stessa carica nel 1731 e nel 1740.
FONTI E BIBL.: V. Soncini, Chiesa S. Sepolcro, 1932, 92.


Parma 1484
Cartaro. Nell’anno 1484 acquistò, in società con Pietro Barbieri de Ferrarini, per 90 lire imperiali, gli utensili da cartaro di Antonio Martinazzi detto delle Spade.
FONTI E BIBL.: Al pont ad mez, 1996, 61.

Parma 1523
Orefice. Fu saggiatore delle monete e conduttore della Zecca di Parma.
FONTI E BIBL.: U. Benassi, Storia di Parma, V, 1906, 342.

Parma 1494/1525
Figlio di Lazzaro. Libraio, tipografo e cartaro attivo a Parma nel 1494-1525, periodo nel quale risulta essere il principale libraro della città di Parma. Il Quinzano fece imprimere a proprie spese diverse edizioni, stampate da Angelo e Francesco Ugoleto, del De Partibus Aedium di francesco Maria grapaldo (1501, 1505, 1506 e 1516).Il suo nome ricorre in quasi tutte le edizioni dell’opera che ebbe un enorme successo di vendite nel Cinquecento.
FONTI E BIBL.: Enciclopedia della stampa, 1969, 265; Al pont ad mez, 1996, 61; Enciclopedia di Parma, 1998, 560.

QUINZANO LODOVICO, vedi QUINZANI LODOVICO

QUINZIANO ANTONIO, vedi QUINZANO ANTONIO

QUIRICO PAOLO, vedi SANQUILICI PAOLO

 

 

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