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Dizionario biografico: Haili-Hymen

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HAILI - HYMEN

HAILI LORENZO, vedi AILI LORENZO

Parma 1005
Fu magister scholarum della Cattedrale di Parma nell’anno 1005. È probabilmente lo stesso Homodeus che fu maestro di Pier Damiani.
FONTI E BIBL.: Enciclopedia di Parma, 1998, 394.

HANDWERCK o HANDWERK GIAN GIORGIO, vedi HANDWERCK JEAN GEORGE


Lione-post 1801
Proveniente da Lione, fu economo della Reale Stamperia di Parma, a fianco di Bodoni, dal 1770 al 1801.
FONTI E BIBL.: F. da Mareto, Indice analitico 1860-1963 dell’Archivio Storico per le Province Parmensi, Parma, 1967, 474; L. Farinelli, Il carteggio Zani, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1986, 361; G. Bodoni, 1990, 303.


Parma gennaio/marzo 1808 - Parma 20 marzo  1884
Fu distinto avvocato erariale del Foro parmense. Venne onorato di una speciale pensione vitalizia e con la croce di Cavaliere. Negli ultimi anni di vita si dedicò alla trattazione delle cause degli indigenti. Amò gli studi letterari e tradusse dal francese il romanzo di G. Winspeare, Tourmente.
FONTI E BIBL.: G.B.Janelli, Dizionario biografico dei Parmigiani, 1884, 32.

Parma 13 aprile 1791-post 1831
Entrò al servizio delle truppe di Maria Luigia d’Austria il 26 ottobre 1814.Fu promosso Sottotenente l’11 dicembre 1823. A conclusione dei moti del 1831 fu sottoposto, assieme al fratello Napoleone, ai precetti di visita e sorveglianza perché convenivano ben spesso in Parma nella locanda detta dell’Inglese. Colà si beveva tutte le sere alla salute della Nazione e della ricuperata libertà e si obbligavano benanche quelli che andavano in quell’osteria a far altrettanto. Il cameriere Giuseppe Invernizzi potrà deporlo avendo esso pure bevuto alla salute della nazione obbligato da costoro ed altri loro pari. Costoro pronunciando sulla piazza di S.M. le più grandi contumelie contro la Sovrana in unione all’ufficiale Gemma, Bianchi, guardia del corpo, Malaspina e Curtarelli.
FONTI E BIBL.: A.Del Prato, L’anno 1831, 1919, XX; O. Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi 1937, 176.


Parma 1772-post 1807
Figlio di Jean-Louis, francese imparentato con la nobile famiglia Hazon de Saint-Firmin, nel 1765 custode del Palazzo Ducale di Colorno e responsabile degli arredi di queal teatro, e di Teresa Orland. Il 30 dicembre 1786 l’Hazon divenne professore dell’orchestra dell’Accademia Filarmonica Parmense, dopo aver dato come saggio della sua abilità un concerto di violino. Successivamente entrò a far parte della Reale Orchestra e nel 1807 fu primo dei secondi violini nell’Orchestra di Parma.
FONTI E BIBL.: N. Pelicelli, Musica in Parma,  1936; Enciclopedia di Parma, 1998, 394.


Sidney 6 agosto 1892-Parma 29 maggio 1967
Figlia di Roberto. Entrò nel Regio Conservatorio di Milano nel 1908 e fu diplomata nel 1912 in arpa con premio di primo grado. Si dedicò quindi alla carriera concertistica, riportando nelle principali città dell’Italia settentrionale ragguardevoli successi. Nel 1915 vinse il concorso d’insegnamento d’arpa (diatonica e cromatica) nel Regio Conservatorio di Parma e in quello di Napoli. La commissione, a voti unanimi, propose al Ministro della Pubblica Istruzione che alla cattedra nel Regio Conservatorio di Parma venisse chiamata la Hazon, con la seguente motivazione: Le prove sostenute dalla signorina Hazon sono state del pari riconosciute dalla Commissione ottime sotto ogni riguardo. La signorina Hazon associa ad una piena e sicura conoscenza tecnica dell’arpa, una cultura musicale assai vasta e profonda, un senso d’arte superiore e una ricchezza di esposizione che potrà costituire un elemento prezioso per un insegnante. Per tali qualità, per la sua solida quadratura e per le sue eccellenti doti di esecutrice e concertista la commissione ritiene ch’essa possa essere prescelta alle altre per coprire degnamente il posto messo a concorso. Il 1° ottobre 1915 venne nominata insegnante titolare d’arpa nel Regio Conservatorio di Parma, posto che mantenne fino al 1956. Tra le sue allieve vi furono l’Orsini e Margherita Cicognari.
FONTI E BIBL.: C.Alcari, Parma nella musica, 1931, 110; C. Schmidl, Dizionario Universale di Musicisti, 3, 1938, 399.

Parma 8 giugno 1810-post 1838
Già a diciotto anni cantò, applaudita, la Semiramide a Lodi, per continuare al Real Teatro Carolino di Palermo, una prima volta nel Carnevale 1828-1829 e poi (1830) nella Straniera di Bellini, al Teatro Ducale di Parma   (14 marzo 1830) e al Ducale di Modena (settembre 1830) nella Zaira di Alessandro Gandini e, per confermare il credito già acquistato con la prima opera, in Isabella di Lara dello stesso autore. Si esibì sia nel ruolo di soprano che di contralto. Nella stagione di Carnevale 1831-1832 fu al Teatro di Saluzzo nella Matilde di Chabran e nella Gazza ladra.Come d’uso all’epoca, aggiunse un’aria e tanto questa che il duetto ebbero l’effetto di vero furore. Nel settembre 1832 si recò a Cagliari con l’impresario Pietro Lei e vi interpretò Semiramide e l’opera del Coccia, Clotilde. Il successo ottenuto in Sardegna fu travolgente, tanto che, inaugurandosi il 2 ottobre 1836 il nuovo Teatro Civico di Cagliari, venne chiamata come prima donna per il Belisario di Donizetti. Si recò poi in Portogallo, dove si esibì nel 1838.
FONTI E BIBL.: Gandini; Orrù; Censore universale dei Teatri 8 1830, 6 1832, 16, 67; P. Bettoli, I nostri fasti, 91; C.Alcari, Parma nella musica, 111; N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 285; G.N. Vetro, Voci del Ducato, in Gazzetta di Parma 14 novembre 1982, 3.

Parma 1792 c.-post 1831
Fratello di Ferdinando, fu Alfiere del Reggimento di Maria Luigia d’Austria. Durante i moti del 1831, assieme al fratello Ferdinando convenne spesso in Parma nella locanda dell’Inglese, dove tutte le sere si inneggiava alla Nazione e alla recuperata libertà. Assieme al fratello e agli altri militari Gemma, Bianchi, Malaspina e Curtarelli pronunciò sulla piazza contumelie e frasi offensive contro la Sovrana.
FONTI E BIBL.: O. Masnovo, Patrioti del 1831, in Archivio Storico per le Province Parmensi1937, 176.

Borgo Taro 25 settembre 1852-Milano 9 settembre 1920
La Fama del 14 luglio 1874 scrive che era discendente da Ferdinando, violinista della Reale Orchestra di Parma, e nipote della cantante Marianna. Iniziò gli studi alla Regia Scuola di musica di Parma e li andò a terminare al Conservatorio di Milano. Qui vinse diversi premi di composizione e come saggio dell’ultimo anno fu eseguita una sua Scena campestre per orchestra. Uscito dal Conservatorio, lavorò come critico musicale per la Ragione e dette inizio alla carriera direttoriale, salendo per sette anni sul podio del Teatro Dal Verme di Milano. Dopo aver diretto in tutta Italia in teatri non primari (Verona, Teatro Ristori, novembre 1885), fu chiamato nel novembre 1886 dall’impresario Angelo Masini per dirigere la Simonsen’s Italian Opera Company, che iniziava la sua attività all’Alexandra Theatre di Melbourne e in altre città, con in cartellone le grandi opere del repertorio italiano. Stabilitosi a Sidney, fu per vent’anni a capo di ogni manifestazione musicale. Dal 1889 al 1906 diresse la Sidney Philharmonic Society, facendo conoscere al pubblico australiano i più noti oratori e i maggiori lavori orchestrali, dirigendo tutti i concerti in cui presero parte le personalità della musica che si esibivano in Australia: da Paderewski alla Melba. Nel 1893 fondò la Sidney Orchestral Society, della quale fu a capo per sedici anni.  Nel 1909 ritornò in Italia e aprì una scuola di canto a Milano. Compose la romanza Un fiore, che nel 1874 dedicò al conte Stefano Sanvitale (Archivio Storico Comunale di Parma, Fondo Sanvitale) e che poi pubblicò (Milano, Canti), e presso lo stesso editore si trova Addio, romanza, e Dimmi ricordi tu?, duettino.
FONTI E BIBL.: C. Schmidl, Dizionario Universale dei Musicisti, 3, 1938, 399; B. Molossi, Dizionario biografico, 1957, 82; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.

HAZZO, vedi HAZON


Parma I secolo a.C./I secolo d.C
Di condizione libertina, dedicò a Q. Munatius Hospes, pure liberto e proprio patrono, un’epigrafe funeraria ritrovata nel centro cittadino di Parma. Il cognomen grecanico Hecale, usato soprattutto per liberti, è documentato raramente in tutta la Cisalpina.
FONTI E BIBL.: M.G.Arrigoni, Parmenses, 1986, 102.

Parma IV/V secolo d.C.
Fu il dedicante della piccola stele funeraria a Q.Caerellius Primus. Hedi[stus] è cognomen documentato in Cisalpina e come tale potrebbe indicare denominazione schiavile.
FONTI E BIBL.: M.G.Arrigoni, Parmenses, 1986, 102.

Parma I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione schiavile, fu il dedicatario di un’epigrafe, perduta, postagli da Kalocaerus servus publicus, presentante nella tradizione codicografica più antica, nella parte inferiore (e non superiore, come indicato nel CIL) l’immagine di un suonatore di flauto, nel quale è probabilmente identificabile il dedicatario, forse tibicen di aediles o duoviri. Helaenus, secondo la lettura del Bormann, o più frequentemente Helenus, è nome virile greco divenuto presso i Romani nome schiavile e libertino. Colactius, per collactius, indica probabilmente che Helaenus fu fratello di latte di Kalocaerus. Non si può escludere tuttavia anche il rapporto tra paedagogus e allievo.
FONTI E BIBL.: M.G.Arrigoni, Parmenses, 1986, 103.


Pellegrino 1567
Fu Commissario di Pellegrino. Risulta da un rogito fatto a Besozzola il 1° maggio 1567 per la pacificazione dei fratelli Domenico, Contino eBattista Berzieri, ove è detto: interventu magnifici Baptista de Henna Commissarius Marchionatus Pellegrini.
FONTI E BIBL.: A.Micheli, Giusdicenti, 1925, 8.

HENZOLA,  vedi  ENZOLA

Parma I secolo a.C./V secolo d.C.
Fu dedicante di un’epigrafe, perduta, per la uxor Bettia Eutychia e il figlioletto P. Bettius Firminus, morto in tenera età. Heraclida è nomen grecanico, che, usato qui da solo, suggerisce uno status schiavile. Raro in Cisalpina, è documentato a Parma in questa sola epigrafe.
FONTI E BIBL.: M.G.Arrigoni, Parmenses, 1986, 103.

Parma 960/1000
Secondo il Pico (non suffragato da alcun altro storico), l’Hercaldo fu Vescovo di Parma per circa quarant’anni, alla fine del X secolo.
FONTI E BIBL.: R.Pico, Appendice, 1642, 225-226.

HERLUISON, vedi ERLUISON


1708-Borgo San Donnino 1764
Fu comandante di un reggimento imperiale di granatieri in Parma e secondo marito di Enrichetta d’Este, già moglie del duca di Parma Antonio Farnese.Fu fratello del vescovo di Augsburg, Joseph. Risiedette con la moglie a Borgo San Donnino e fu sepolto nella chiesa dei  Cappuccini.
FONTI E BIBL.: R. Lasagni, Bibliografia parmigiana, 1991, 183.

HILARIO daPARMA, vedi ILARIO DA PARMA

HILDEBERTO DE CROSTOLO, vedi CROSTOLO HILDEBERTO

HIMEN,  vedi HYMEN


Parma 1739 c.-Parma 19 febbraio 1800
Figlio di Corrado. Sposò in Parma Regina Priaroli e abitò nella vicinia di SanPaolo. Professore di corno da caccia, fu nominato nel 1759 nella Reale Orchestra di Parma col soldo di 5000 lire annue. Ebbe un primo aumento di 2000 lire il 15 maggio 1780 e un altro di 1440 lire il 7 luglio dello stesso anno. Nel 1794 era ancora soprannumerario nel Reale Concerto.
FONTI E BIBL.: Archivio di Stato di Parma, Ruolo B, 1, fol. 83; N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 225; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.

Parma 15 aprile 1772-Parma 1 novembre 1851
Figlio di Federico e di Regina Priaroli. Nacque nella vicinia di San Paolo e fu tenuto a battesimo da Maria Amalia, duchessa di Parma, e dal conte Giovanni Morandi, economo di Corte. Fu nominato il 25 dicembre 1797 contrabbassista in soprannumero della Reale Orchestra di Parma. Fu uno dei fondatori, con Del Maino e Beccali, della Scuola parmense di Musica. Lo si trova primo contrabbasso al cembalo nella stagione di Fiera 1804, quando fu inaugurato il Nuovo Teatro di Piacenza, e al Teatro Carcano di Milano dal 1803 al 1805, nel 1811 e 1812 nell’orchestra del Teatro di Santa Radegonda e dal 1814 al 1817 al Teatro alla Scala di Milano. Si trasferì a Parma come primo contrabbasso della Ducale Orchestra il 5 aprile 1817. Fu socio onorario della Ducale Accademia Filarmonica Parmense. Nel 1820 gli fu assegnato come allievo l’alunno cantore del Convitto del Carmine Giuseppe Geminiano Tanzi. Nel 1836 iniziò a dare gratuitamente lezioni di musica agli allievi della Ducale Scuola di musica e nel 1840 fu nominato docente retribuito. Tenne il posto fino alla morte. Fu autore di 15 Esercizi per contrabbasso (Milano, Ricordi) e raccolse Cento Sonatine di diversi autori per violino e contrabbasso. Fondatore della scuola parmense di contrabbasso, ebbe come allievi Carlo Montanari (privato), Calisto Guatelli, Eustachio Pinetti e Antonio Conti.
FONTI E BIBL.: P.Bettoli, I nostri fasti musicali, 91; Archivio di Stato di Parma, Ruolo B, 1, fol. 494; Libri del Battistero di Parma, 1772; Ordinazioni della Fabbrica del Duomo, 1788-1810; N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 225; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.


Parma 1814/1815
Lo si trova indicato nei libretti come primo contrabbasso dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano nel 1814 e nel 1815.
FONTI E BIBL.: G.N. Vetro, Dizionario, 1998.

Parma 17 maggio 1765-post 1800
Figlio di Federico e di Regina Priaroli. Fu nominato professore di corno da caccia nella Reale Orchestra di Parma il 7 gennaio 1797 con l’assegno di 3000 lire, in sostituzione del professore Ziliani, defunto. Alla morte del padre ottenne un aumento di mille lire (Reale Decreto del 16 marzo 1800).
FONTI E BIBL.: Archivio di Stato di Parma, Ruolo B, 1, fol. 98; Libri del Battistero di Parma, 1765; N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 225.

HOFFSTADER GIUSEPPE, vedi HOFFSTAEDER GIUSEPPE


Parma ante 1793-post 1804
Nell’estate 1793 fece parte dei professori che nel teatrino di Medesano eseguirono I pretendenti burlati di Paër. Nella stagione di Fiera 1794 lavorò nell’orchestra del Teatro di Reggio Emilia e sul libretto è detto della Corte di Parma, a indicare che era attivo nella Reale Orchestra: pari annotazione si trova per le stagioni reggiane di Carnevale e primavera 1795. Fu oboista della cappella della chiesa della Steccata nel 1796 e 1797. Nella primavera 1804 fu primo oboe al Teatro Carcano di Milano e nell’estate fece parte dell’orchestra che inaugurò il Nuovo Teatro di Piacenza. Fu un ottimo insegnante di oboe e clarinetto.
FONTI E BIBL.: Archivio della Steccata di Parma, Mandati 1776-1797; N.Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 169; G.N.Vetro, Dizionario, 1998.

HOMATE o HOMATI, vedi OMATI


Parma XV secolo
Forse figlio di Signorello, fu laureato in legge.
FONTI E BIBL.: R.Pico, Appendice, 1642, 22.

Parma 1032/1036
Fu magister scholarum della Cattedrale di Parma nella prima metà dell’anno Mille (1032-1036). Fu maestro anche di Pier Damiani. È probabilmente lo stesso Hamodeus già magister scholarum della Cattedrale nell’anno 1005.
FONTI E BIBL.: Enciclopedia di Parma, 1998,394.

HONESTI, vedi ONESTI

Parma-post 1639
Fu arpista della Cappella papale di Roma. Scrive il Maugars in una sua relazione del 1639 che l’Horatio fu un grande suonatore di arpa alla Cappella papale e che fu regalmente ricompensato dal cardinale di Montalto, sebbene quando l’udia suonare fosse già in età avanzata. Il Maugars pone l’Horatio da Parma e il Frescobaldi al di sopra di tutti gli artisti del suo tempo. C’è chi lo identifica con Orazi Michi, che però nel 1639 non poteva dirsi in età avanzata, avendo solo 44 anni.
FONTI E BIBL.: R. Eitner, vol. V, 205; N. Pelicelli, Musica in Parma, 1936, 152.

Vienna 1813 c.-Parma post 1847
Figlio di Horatius Matthaus e di Barbara Tischer. Nel novembre del 1816 si trasferì a Parma raggiungendo col resto della famiglia il padre, capo argentiere al seguito di Maria Luigia d’Austria. Sposò Adelaide Corsini. Il 20 aprile 1842 fu sottoaiutante nel servizio dell’argenteria alla Corte di Maria Luigia. Dal 22 maggio 1843 fu aiutante addetto alla cantina e dal 24 maggio 1844 al dicembre 1847 capo della cantina.
FONTI E BIBL.: M.Zannoni, A tavola con Maria Luigia, 1991, 310.

HOTZ ANTONIO, vedi HOTZ ANTON

HOTZ GIUSEPPE, vedi HOTZ JOSEPH

Vienna o Kittingen 1810-Parma 1883
Figlio di Horatius Matthaus e di Barbara Tischer. La sua  famiglia, proveniente da Kittingen (Germania), ai primi del XIXsecolo si trasferì a Vienna.L’Hotz si portò a Parma col resto della famiglia nel novembre 1816, raggiungendo il padre, capo argentiere al seguito di Maria Luigia d’Austria. Fu medico chirurgo maggiore dell’Esercito ducale di Parma. Si meritò un encomio solenne per il suo comportamento nelle campagne militari. Sposò Adelaide Corsini, dalla quale ebbe due figlie femmine, morte in giovane età. Nel 1854 l’Hotz, insieme con l’archiatra Francesco Bessinger, sottoscrisse i bollettini medici dell’agonia di Carlo di Borbone e il referto dell’autopsia.
FONTI E BIBL.: U.A.Pini, Medici nel Risorgimento, 1960, 11; A.V.Marchi, Figure del Ducato, 1991, 156.


-Parma 22 giugno 1984
Accoppiò all’impegno dell’insegnamento (all’Istituto tecnico Bodoni di Parma) la passione per gli studi artistici, particolarmente rivolti al settore dell’antiquariato e alla conoscenza del mobile parmigiano. Per molti anni fu apprezzata collaboratrice della Gazzetta di Parma nella pagina dell’arte. Alcuni ampi servizi in occasione di importanti mostre (a esempio quella di Sabbioneta) sono tra i più significativi tra quanti apparsi in quegli anni sul quotidiano locale. Particolarmente attiva fu la sua partecipazione alla compilazione del catalogo pubblicato in occasione della mostra colornese (1981) Le regge disperse. Il saggio della Hotz portò alla ribalta il dramma della dispersione del patrimonio delle Corti ducali parmensi che per oltre un secolo colpì Colorno, la piccola Versailles dei duchi, sottolineando l’attività dei mobilieri attivi a Parma e in provincia dal 1816 al 1847 (un arco di tempo che sottende il buon governo di Maria Luigia d’Austria). La capillare ricerca della Hotz riuscì a riportare in luce nomi e attività di operatori del legno che non avevano avuto precedentemente il meritato rilievo. Fra tutti gli artigiani che gravitano intorno alla Corte: gli indoratori Zurlini, Negri, Anfossi, Patrizzi e Besia; i falegnami Pezzani, Piccoli, Gerbella, Meley e Baistrocchi; soltanto Giuseppe Musini e Giovanni Formentini, essendo considerati dall’architetto Gazzola abili artieri, sono ritenuti degni di commissioni importanti. I mobili di un certo pregio per gli appartamenti dei nobili che abitano nel Palazzo Ducale, si acquistano di preferenza dal chincagliere Mauroner, persona nota e facoltosa che fornisce poltrone con cigni intagliati, canapé, commodes con bronzi, bergères ad uso letto, cabriolets con delfini intagliati, oppure si ricorre al negozio di Gioachino Melloni pure di Parma, quando non ci si rivolge a Chiavassa di Milano (Hotz, Le regge disperse, 1981). Si può dire che la Hotz ripercorse la tappa degli avvenimenti legati al Palazzo Ducale di Parma, focalizzando gli aspetti legati all’arredamento, all’organizzazione produttiva del mobilio e all’acquisto di oggetti, destinati a migliorare l’immagine della reggia luigina. La sua vasta competenza nel campo della lunga avventura stilistica del mobile non soltanto italiano, le consentirono di illustrare le tendenze di vari periodi storici, evidenziandone i contenuti con colta e semplice prosa descrittiva. Morì a causa di un incidente stradale.
FONTI E BIBL.: G.Capelli, in Gazzetta di Parma 22 giugno 1999, 17.


Vienna 28 giugno 1812-post 1847
Nacque da Horatius Matthaus e Barbara Tischer. Nel maggio del 1816 il padre si trasferì a Parma al seguito di Maria Luigia d’Austria come capo argentiere. Nel novembre del medesimo anno fu raggiunto a Parma dall’Hotz, con la madre e i fratelli Giuseppe e Antonio.Nel dicembre 1837 si laureò in chimica farmaceutica e nel maggio 1838 si recò a Vienna allo scopo di perfezionarsi nella rinomata farmacia del cavaliere d’Erelt, nella Kärntrestrasse. Ritornato a Parma nel gennaio del 1842, fu nominato farmacista di Corte e tale rimase fino alla morte di Maria Luigia (12 dicembre 1847). Il 10 ottobre 1845 l’Hotz sposò Marietta Barborini.
FONTI E BIBL.: A.V.Marchi, Figure del Ducato, 1991, 32.

HOTZ MATTIA, vedi HOTZ MATTHIAS

Parma I secolo a.C./V secolo d.C.
Di condizione schiavile, gladiatore, fu il dedicante di un’epigrafe, perduta, databile al periodo imperiale, al Bata<u>s Vitalis, invictus retiarius, di cui si definisce convictor. Il Mommsen suggerisce il completamento el nome in H[yme]n, cognomen grecanico non documentato però in Cisalpina.L’epigrafe fu ritrovata nel 1734 nel luogo dove sorgeva l’anfiteatro romano di Parma e questo avvalora l’ipotesi che in quella zona si trovasse anche una scuola gladiatoria.
FONTI E BIBL.: M.G.Arrigoni, Parmenses, 1986, 104.

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