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Per la vita

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SOTTOTITOLO: L'Idea. Giornale Socialista. Organo della Camera Confederale del Lavoro di Parma.
LUOGO DI PUBBLICAZIONE: Parma
TIPOGRAFIA: Tipografia Cooperativa Parmense
DURATA: 11 marzo 1917 - 24 dicembre 1918
PERIODICITÀ: quindicinale
REDATTORE RESPONSABILE: Mario Bertani; dal 7 ottobre 1917 Giovanni Faraboli
COLLABORATORI: Mario Bertani, Felice Ausi, Antonio Valeri
COLLOCAZIONE: Biblioteca Palatina, Misc. gior. parmensi B 86 

Annata 1917 Annata 1918

La verità non va oltre il sottotitolo. Tutto il sistema di riferimento culturale e l'humus politico nei quali getta le radici questa testata sono espressi senza ambiguità nell'auto presentazione e nella stessa intestazione.
Questo è l'«Organo della Camera Confederale del Lavoro di Parma», «sorto per iniziativa delle organizzazioni proletarie di Fontanelle [...] in sostituzione del periodico «L’Idea», che, in causa della guerra, dovette sospendere le sue pubblicazioni.
Pure occupandosi quasi unicamente [...] del movimento operaio [...]. seguirà le direttive del Partito Socialista Italiano». Nessuna sorpresa, quindi, se il redattore responsabile è Mario Bertani (in seguito sostituito da Giovanni Faraboli), ovvero il segre tario della Camera confederale, e se il giornale afferma di ricevere «molto sostegno dalle organizzazioni della bassa parmense» e auspica ulteriori «aiuti morali e finanziari» dalla Federazione provinciale socialista.
L'attività della testata non si allontana, dunque, neanche un secondo dalla linea del socia lismo "ufficiale” e svolge i suoi doveri partitici attraverso cronache delle associazioni e delle cooperative (soprattutto quelle di Fontanelle) in voluminose rubriche quali “Vita proletaria” e “Vita socialista” (entrambe quasi "a tutta pagina"), uno sguardo sul resto del Parmense e sulle organizzazioni contadine presenti nel territorio in “Dalla provincia socia lista” e pubblicità (seguite puntualmente da resoconti, nei numeri successivi) di congressi camerali e del partito. Proprio in occasione del XV Congresso del PSI (sul numero del 21 settembre 1918), si afferma che la vittoria dell'ordine del giorno dalla «frazione intransigente rivoluzionaria [che ha avuto la meglio su quelle «estremissima» e «riformista di sinistra»] dimostra che il Partito socialista italiano è più che mai deciso a continuare la sua strada». Naturalmente, anche sulla questione bellica, il giornale adotta il «né adesione, né sabo taggio, ma concorde e tenace azione per la pace» dettato dai piani alti e la condanna nei confronti «dei fautori della guerra rivoluzionaria». Fin dal terzo numero (24 marzo 1917) si tiene uno sguardo più o meno costante sui tra vagliati avvenimenti di Russia e nel numero del 30 agosto 1917 si applaude il comizio a Milano di due «argonauti di pace» rappresentanti del Soviet, e il saluto portatogli da Mario Bertani insieme al direttore de «L'Avanti!», Serrati.
Le maggiori polemiche nelle quali il periodico si trova impegnato (oltre alla già citata ai danni di Arturo Labriola & C. per l'atteggiamento nei confronti della guerra) sono quelle contro l'on. Giuseppe Micheli (il quale avrebbe tentato di minimizzare il problema della iniqua distribuzione di grano nella provincia ad opera del Consorzio agrario), Alceste De Ambris (vittima anche di attacchi satirici) e coloro che «non vedono questo divenire» dalla realtà della «Patria» a quelle dell'«Internazionale», i quali «non sono socialisti, si chiamano Scheidemann oppure Bissolati». 

 

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