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L'Internazionale. Organo della Camera del lavoro di Parma

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Annate 1908-1914;  Annata 1915;  Annata 1916; Annata 1917; Annata 1918; Annata 1919; Annata 1920;

 

SOTTOTITOLO: Organo della Camera del Lavoro di Parma e provincia; dal 16 maggio 1908 Periodico dei lavoratori organizzati; dal 24 aprile 1909 Periodico dei lavoratori organizzati aderenti alla Camera del Lavoro di Parma; dal 9 aprile 1910 Organo degli operai organizzati aderenti alla Camera del Lavoro di Parma e provincia; 28 dicembre 1912 Periodico di propaganda e di azione sindacale; dal 4 gennaio 1913 Organo degli operai organizzati aderenti alla Camera del Lavoro di Parma e provincia; 12 giugno 1915 Periodico di propaganda e di azione sindacale; dal 21 agosto 1915 Bollettino settimanale della Camera del Lavoro di Parma e Provincia; dal 19 agosto 1916 Periodico settimanale di propaganda e di azione sindacale - Organo della Unione Sindacale Milanese e della Camera del Lavoro di Parma e Provincia, dal 21 luglio 1917 Bollettino settimanale della Camera del Lavoro di Parma e Provincia

APPENDICE: Filippo Corridoni, Le forme di lotta e di solidarietà (conferenza presentata al congresso modenese dell'Azione Diretta), marzo-novembre 1913, James Guillaume, L'Associazione Nazionale dei Lavoratori e i tre processi dell'Internazionale Parigina (1864-1870), gennaio maggio 1915

SUPPLEMENTO: L'Internazionale-supplemento (17 novembre 1912) LUOGO DI PUBBLICAZIONE: Parma TIPOGRAFIA: Tip Cooperativa Parmense; dal 5 dicembre 1908 Tip Lit. Ferrarese, Ferrara; dal 19 dicembre 1908 Tip. Succ. Monti, Bologna; dal 9 gennaio 1909 Tip. Commerciale E. Ferrari, Parma; dal 9 aprile 1910 Unione Tipografica Parmense; dal 22 ottobre 1910 Tipografia Camerale; dal 21 agosto 1915 Tip. Castelli e Milli, Noceto; dall'11 febbraio 1916 Officina grafica Fresching & C., dal 19 agosto 1916 Tip. della Soc. Ed. Milanese, Sesto San Giovanni; dal 31 dicembre 1916 Tipo-linotipia La Milano, Milano; dal 21 luglio 1917 Unione Tipografica Parmense; dal 12 gennaio 1918 Stab. Grafico Commerciale DURATA: 1907-1923

PERIODICITÀ: settimanale; dal 7 al 28 novembre 1908 quotidiano

GERENTE RESPONSABILE: Paris Paini; dal 5 dicembre 1908 Adelmo Stabelini; dal 17 aprile 1909 Antonio Battini; dal 28 agosto 1909 Enrico Bonazzi; dal 21 gennaio 1911 Giuseppe Bergbenti; dal 30 dicembre 1911 Everaldo Bonacini; dal 6 settembre 1913 Aldo Pertusi; dal 19 agosto 1916 Pietro Binelli; dal 31 dicembre 1916 Defendente De Amici; dal 21 luglio 1917 Angelo Melegari

GERENTE: Paris Paini

DIRETTORE RESPONSABILE: Alceste De Ambris

REDATTORE RESPONSABILE: Vittorio Ilariuzzi; dal 20 giugno 1908 Giovanni Pizzarotti; dal 28 giugno 1908 Alberto Gazza; dal 19 dicembre 1908 Nicandro Bozzani; dal 9 gennaio 1909 Ricordano Rossi; dal 14 agosto 1909 Icilio Guarelli; dal 12 luglio 1913 Umberto Pagani; dal 15 agosto 1914 Brenno Monardi; dal 12 giugno 1915 Giuseppe Maia; dal 21 agosto 1915 Carlo Gavazzoli

RESPONSABILE: Roberto Alfieri

COLLABORATORI: Alceste De Ambris, Michele Bianchi, Giuseppe Maia, Tullio Masotti, Paolo Mazzoldi, Filippo Corridoni, Angelo Faggi, Maria Rygier, Sergio Samuel, Alberto Meschi, Paolo Mantica

COLLOCAZIONE: Emeroteca comunale, P/C7

Come ribadisce il sottotitolo, «L’Internazionale» è il portavoce della Camera del Lavoro di Parma, che inizia le pubblicazioni nel 1907, dopo la separazione dei sindacalisti che non si riconoscevano nel riformismo della Confederazione Generale del Lavoro. Il settimanale, al quale collaborano pressoché tutti i dirigenti della Camera del Lavoro e i sindacalisti rivoluzionari più noti (da Maria Rygier a Arturo Labriola), propugna un fermo sindaca lismo e, come si legge nell'editoriale del 22 febbraio 1908, ribadisce di non volere essere «organo di alcun partito e scuola politica: è la voce della parte più combattiva ed audace del proletariato. Suo programma è quello di sottrarre il movimento operaio dall'influenza dei politicanti, comunque s'intitolino, e di renderlo autonomo ed indipendente». Le notizie pubblicate sono la trasposizione delle teorie del sindacalismo rivoluzionario, basate sull'idea dell'azione diretta e sull'esaltazione del conflitto di classe, per cui in ogni numero si dà conto soprattutto di scioperi, agitazioni, dimostrazioni o scontri sia a livello nazionale che locale. L'impianto del giornale ha una struttura che procede dal generale al particolare: la prima pagina ospita generalmente commenti e riflessioni teoriche, in seconda compaiono le rubriche dedicate al movimento operaio internazionale (a volte ridotto a un trafiletto), la terza è riservata alla cronaca del movimento operaio italiano e in quarta pagina si parla del movimento operaio parmense, riportando settimanalmente il resoconto, ad opera dei sindacalisti locali, di quanto avviene nelle campagne tra le diverse categorie e segnalando anche i nomi dei crumiri. Naturalmente durante il grande sciopero agrario del 1908 ogni numero è dedicato al resoconto delle vicende che si susseguono, o alla pubblicazione di interventi contro il "Bollettino dell'associazione Agraria” (quasi sempre nominato solo indirettamente “vomitatoio", "ruscarola”, “pitale"); dall'11 aprile, inoltre, su ogni numero viene pubblicata la lista dei sottoscrittori alla raccolta di fondi “Pro Serrati di Carrara e scioperanti del Parmense" vittime della serrata padronale, la quale sarà utilizzata anche dalla Questura di Parma per schedare tutti i nomi dei “sovversivi” elencati. Dal 24 aprile 1909 le pubblicazioni non sono più a livello nazionale ma limitate al par mense, prima di tutto perché il direttore Paolo Mazzoldi, che si occupava dell'edizione nazionale, ora segue solo il processo di Lucca - dove vengono giudicati i partecipanti ai moti del 20 giugno 1908 - e pubblica un bollettino esclusivamente dedicato all'evento, poi perché mancano corrispondenti dai diversi paesi dove è attivo il movimento sindacalista.

Per questo nel nuovo “Programma” si afferma: «oggi che si restringe nei limiti della me cia di Parma, si esclusivizzerà nella lotta senza tregua, senza quartiere contro l'Agram nella provincia di Parma è l'esponente massimo dello sfruttamento padronale nei rami della produzione in genere e della agricoltura in specie; e contro i poteri constanta della borghesia che dell'agraria parmense, come degli sfruttatori di tutto il mondo, partigiani difensori contro le più nobili aspirazioni di liberazione della classe lavori Tra gli articoli pubblicati di carattere generale, il 16 luglio 1910 compare un in di Filippo Tommaso Marinetti su “La necessità della violenza" (tratto da una contem tenuta a Napoli, già apparso su “La Giovane Italia"), che viene salutato come una positiva al “fiacco” sistema politico italiano: «non sapremmo accettare tutte le 

i mm. che in questo momento di fiacchezza e di viltà, è un bello squillo di energie, in me cimitero della vita italiana». La stessa conferenza si terrà anche a Parma il 28 giugno 1911 (“Necessità e bellezza del violenza”), e il 4 luglio viene descritta come una serata «ascoltata con interesse, in silem anche nei punti dove era più in contrasto con le esigenze dell'uditorio», «di grande studii sfazione intellettuale» che «contenne moltissime verità, che noi per primi approvatom, pure non le abbiamo dette per primi, contro la degenerazione e la protervia della poes età democratica». Dal punto di vista elettorale, «L'Internazionale» è portavoce del radicale antiparlame tarismo sindacalista rivoluzionario, come si legge ad esempio il 13 Marzo 1909 quam (“Dopo il carnevale elettorale”) Angelo Faggi scrive che «i partiti in genere, che chiano nelle anguste cerchia dell'esclusivismo parlamentaristico, sono conservatori aut quando si dicono sovversivi»; non partecipando alle competizioni elettorali, nem riportati a stento anche i risultati. La frequente partecipazione degli operai alle ele però, determina l'aprirsi di una profonda riflessione sull'opportunità o meno di presenta proprie candidature nelle liste popolari, anche solo sotto forma di “candidature protesti per fare uscire i carcerati o consentire il rientro in Italia degli esuli forzati come Als De Ambris, condannato per i giorni cruenti dello sciopero agrario ed eletto alle elezioni politiche dell'ottobre 1913. Energicamente contro la guerra in Libia - il 12 agosto 1911 De Ambris scrive attaccam le "fregole imperialiste” «di quei quattro Foscari che si gargarizzano in nome della grande Italia» mentre «dietro di loro vi sono dei forti interessi capitalistici che cream giunta la loro ora» – le posizioni del settimanale mutano in occasione del conflitto - diale e, da un primo atteggiamento più cauto a favore della neutralità dell'Italia, sipas a sostenere la necessità dell'intervento per una "guerra rivoluzionaria”. Il 1 agosto 1914 infatti, il titolo in prima pagina esclama “Proletari in piedi: Abbasso la guerra!”; invitamin i lettori a una “grande manifestazione contro la guerra" per il giorno successivo nel corte della CdL, il Comitato centrale firma un intervento in cui dichiara: «Sappiano i respon-- sabili che noi la guerra non la vogliamo a nessun costo; che delle loro alleanze - stipulan senza il nostro intervento e senza il nostro consenso - non sappiamo che farcene; che nostra pelle vogliamo rischiarla per il nostro interesse materiale e morale non già per fare il gioco dei ribaldi parassiti contro i quali siamo in lotta ogni giorno. Sappia tutta la banda dei predatori anelanti a nuove stragi di popoli, che se il sangue dei lavoratori dovrà essere sparso lo sarà per la loro liberazione e non per ribadire altri e più duri gioghi sul collo del proletariato.[...] Abbasso la guerra! Viva la rivoluzione!». Tuttavia solo pochi giorni dopo, 1'8 agosto, Tullio Masotti, pur continuando a invocare la neutralità, scrive contro «l'imperialismo teutonico»: «non vi sarà pace, non vi sarà libertà in Italia e nel mondo finché la spada dei kaiser non sarà ridotta in frantumi. Per questo solo l'attuale guerra non ci spaventa. [...] Ed è anche per questo che la nostra coscienza antiguerresca non sa e non può rimproverarsi l'augurio di vedere domani la gioventù italiana al di là, o al di qua delle Alpi, con l'arme in pugno a difendere dagli speroni ferrati dei barbari di Guglielmo il suolo latino, ricco di promettenti germogli di libertà! Noi attendiamo con l'arma al piede la nostra ora». Da questo momento il giornale dedica sempre più spazio al tema dell'interventismo con tro un neutralismo assoluto e dogmatico, come quello socialista: le componenti interven tiste del sindacalismo rivoluzionario si coagulano infatti proprio intorno alla Camera del Lavoro di Parma (insieme a quella di Milano), dopo la spaccatura dell'Unione sindacale italiana - costituita nel 1912 per riunire le forze dell'azione diretta – sul tema della par tecipazione alla guerra. Così, quando “suona l'ora” dell'entrata in guerra, quasi tutti i redattori del giornale si arruolano, compromettendo anche l'uscita del giornale: il 29 maggio 1915 il trafiletto “Durante la guerra” avverte che «i redattori de “L'Internazionale” sono quasi tutti arruolati. Ciò rende oltremodo difficile la pubblicazione regolare del nostro periodico. Avvertiamo perciò i lettori che durante la guerra "L'Internazionale” uscirà quando e come potrà». Durante la guerra la cronaca è occupata da lettere per e dai soldati al fronte (fra tutti De Ambris, Ildebrando Cocconi, Tullio Masotti), o da notizie come la morte di Filippo Corridoni, avvenuta sul Carso presso la Trincea delle Frasche il 23 ottobre 1915, ma si continua a dedicare spazio anche ai problemi della vita quotidiana come il caroviveri, alle assemblee, ai dibattiti o alle agitazioni in provincia Dal 19 agosto 1916 il giornale riprende le pubblicazioni come organo della Unione Sindacale Milanese e della Camera del Lavoro di Parma e Provincia, ospitando cronache milanesi e parmensi e occupandosi ampiamente anche della polemica e dei contrasti con l'Usi e con Armando Borghi; dal 21 luglio 1917, però, ritorna ad essere il Bollettino set timanale della Camera del Lavoro di Parma e Provincia.

scheda di Ilaria La Fata, in Nel mondo nuovo : Parma da Verdi a Vittorio Veneto (1900-1918) / [mostra promossa dall'] Istituzione Biblioteche del Comune di Parma ; catalogo a cura di Roberto Montali
Parma : Monte Università Parma, [2007], Catalogo della mostra tenuta a Parma nel 2007
428 p. : ill. ; 28 cm

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