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In Cammino (a. 1946)

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Quindicinale del Comitato parmense dell'Unione Donne Italiane (UDI)

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Quindicinale del Comitato parmense dell'Unione Donne Italiane (UDI)

Il primo numero porta la firma come direttore di Bruna Pagani (Parma 1914-Firenze 8 dicembre 1995)

Bruna Pagani fu la maggiore esponente femminile del movimento repubblicano di Parma, chiamata a responsabilità nazionali anche nel contesto dell’associazione mazziniana italiana.
Tra le proprie amicizie, vantò quelle di Randolfo Pacciardi, di Giovanni Spadolini e della professoressa Riccioli, madre di Lando Conti, sindaco di Firenze, assassinato dalle Brigate rosse.
L’origine della militanza politica della Pagani è da collegare in modo specifico al ruolo del padre Umberto, sindacalista, mazziniano, perseguitato dalla dittatura fascista, personalità di spicco nella storia politica di oltre un cinquantennio in campo regionale e nazionale. la Pagani e il fratello franco impararono presto a condividere in modo diretto l’attività antifascista paterna esponendosi anche ai rischi dell’azione cospirativa. l’esempio di saldezza morale e di intransigenza fornito dal padre li temprò a una vita di sacrifici.
Quando Umberto Pagani, verso la fine del 1926, fu inviato all’esilio di Lipari, la famiglia affrontò al suo fianco le asprezze del confine. la Pagani (detta tra i confinati la signorina di Lussu) ebbe un ruolo significativo nella preparazione e nella copertura della fuga dall’isola di Lipari di Rosselli, Lussu e Nitti. durante il periodo di riorganizzazione segreta del partito repubblicano italiano, sfociato nel congresso nazionale clandestino di milano (dicembre 1943), la Pagani fece da corriere recandosi di persona ad avvisare i convenuti nelle rispettive città.
Quando il padre assunse a Bologna l’incarico di vice segretario del comitato di liberazione nazionale per l’Emilia-Romagna, nuovamente la Pagani e il fratello Franco seppero affiancarlo per quei collegamenti e contatti a vasto raggio che dovevano servire ai preparativi dell’insurrezione nazionale contro i nazifascisti. dopo il matrimonio con l’ingegnere Agostini, dirigente compartimentale delle Ferrovie dello Stato, la Pagani visse lungamente a Firenze. (FONTI E BIBL.: P. Tomasi, in Gazzetta di Parma 8 gennaio 1996, 5).
Partecipò alla lotta di liberazionecon il nome di battaglia di Giorgia (fonte ISR di Parma)

Dal 2° numero la direzione passò ad Angela Maria Aimi, dirigente dell'UDI.
In occasione del cinquantenario verdiano curò, con Bruna Patti, il volume Donne di Parma : arte, grazia, bellezze di ieri e di oggi, Parma, Fresching, 1951

 

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